Claudio
– dinamica dell’incidente – ipotesi
Si
continua a discutere sull’incidente che causò la morte di Claudio, quindi provo
di esprimere, in chiaro, la realtà che ho vissuta per evitare le affabulazioni.
Quando la gente non sa, inventa.
Tra il 27 e il 30 maggio 1977 si svolgeva il lungo week-end di Pentecoste durante il quale tutti si ritrovavano à Freyr. Claudio ed io avevamo appuntamento al “campo base” che si chiamava “Le Chamonix” nel pomeriggio del 27 e saremmo andati, all’indomani, ad aprire delle vie nuove nelle rocce di Fidevoie nel massiccio del Paradou a Yvoir sur Meuse.
Ho
aspettato Claudio tutto il dopopranzo e in serata l’ho cercato in tutti i posti
dove avrebbe potuto montare la tendina. Poi ho osato telefonare ai suoi
genitori. La sua macchina non era sul loro posteggio. Verso mezzanotte Le
Chamonix chiudeva e tutti si ritiravano nelle tendine sul campeggio o nel
rifugio. Io, a questo punto veramente inquieta, feci un altro giro dei posti
possibile ed in fine fino ad Yvoir. Lì, all’imbocco del sentiero trovai la sua
macchina e dedussi che aveva montato la tenda in cima alle rocce per essere sul
posto già presto alla mattina. Salii il sentiero e in mezzo al sentiero trovai
il suo zaino ma nient’altro…
Allora
scattò il panico, corsi lungo la traccia che scendeva lungo le rocce ed al
piede della parete… c’era il capo della scaletta da speleo che Claudio usava
per scendere lungo la parete per ripulirla da erbacce e sassi instabili. Seguii
la scaletta e Claudio era lì.
Cioè:
ho trovato la salma di Claudio, sdraiata sulla schiena, testa in giù e
assicurata con delle fettucce sulla scaletta di speleologia che egli utilizzava
per scendere lungo le pareti e pulirle prima di aprire una nuova via.
Le
cime della scaletta sono costituite da due anelli aperti che si embricano per
chiudersi. I due anelli aperti erano chiusi senza nient’altro.
All’indomani,
io, come molti nostri amici abbiamo perlustrato la zona per cercare indizi: una
fettuccia rotta? Un moschettone? Un chiodo? Qualcosa che potesse dare un
indizio… Niente…
-
Prima possibilità: se la
scaletta fosse stata appesa a un chiodo fissato nella parete.
Se
il punto d’ancoraggio nella parete avesse ceduto, sarebbe caduto verticalmente
dall’alto verso il basso e l’avrei trovato proprio al piede della parete.
Una
cima della scaletta avrebbe portato dei moschettoni, una cinghia, magari anche
il chiodo strappato – invece niente.
-
Seconda possibilità: la
scaletta era attaccata a un punto non sul sentiero, ma per forza, oltre il
sentiero, cioè nel bosco.
Claudio
giaceva a una distanza notevole dal piede della parete e si vedeva per terra
una traccia che dimostrava che dopo la caduta era scivolato su diversi metri
verso il basso, sotto la boscaglia che formava come un tunnel.
Questo
potrebbe dimostrare che il punto d’ancoraggio della scaletta era probabilmente
oltre alla parete, anzi, aldilà del sentiero e che al momento dello “strappo” /
“scoppio” / “stacco” dell’ancoraggio, quello è stato brusco e violento in modo
da balzare nell’aria al punto di capovolgere Claudio, che stava in piede, fino
a farlo cadere ed atterrare a testa in giù.
Questo
confermerebbe la tesi dell’incidente dovuto alla scaletta affrancata ad una
radice che sarebbe stata strappata.
Notevole
anche il fatto che il corpo non presntava nessuna altra ferita che quella nella
fronte, niente sangue, anzi, il corpo semplicemente sdraiato sulla schiena. Il
ché lascia anche ipotizzare che egli abbia ricevuto un colpo violento sulla
fronte e fosse morto sul colpo.
Rimane
comunque il fatto impensabile che Claudio si fosse fidato di, solo, una radice
senza affrancare la scaletta con cinghie ad almeno un altro punto di sicurezza,
ad esempio la balaustra metallica lungo il sentiero.
Come
lo racconto nei miei libri: l’incidente è successo mentre Claudio era da solo e
nessuno l’ha visto succedere.
Quindi
le ipotesi sono tre: incidente, suicidio, assassinio.
A tutti noi l’incidente sembrava impossibile perché Claudio era fanatico della sicurezza. Diversi dei nostri amici andarono dirlo in polizia e ci fu un’inchiesta. Fui convocata col materiale* che era stato trovato su di lui ed interrogata così come numerose altre persone. L’inchiesta non portò a nessuna conclusione.
Comunque
si potrebbe dimostrare con elementi razionale che è stato un incidente, si
potrebbe dimostrare ugualmente razionalmente che si era trattato da un suicidio
mascherato e si potrebbe ugualmente dimostrato che si è trattato da un
assassinio.
Però
conoscere la verità non cambierebbe il fatto della sua morte.
Spero
che questo metta un termine alle chiacchiere.
Anna
Lauwaert 7.VIII.25
*SAISIS
EN Cause DE Barbier Claude (décédé)
-
1 sac à dos contenant
-
2 échelles spéléo
-
1 brosse
-
7 mousquetons
-
2 sangles
-
Apostille n°4864/77de Mme la
Procureur du Roi DAPSENS
-
PV 305 du 30 09 77
-
BSR DINANT
-
1858/77
SEQUESTRO nella causa di Barbier Claude (deceduto)
- 1 zaino contenente
- 2 scale speleologiche
- 1 spazzola
- 7 moschettoni
- 2 cinghie
- Apostille n. 4864/77 del Procuratore del Re,
Signora DAPSENS
- Verbale
305 del 30/09/77
- BSR DINANT
- 1858/77
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