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La risposta dell'angelo

 

La risposta dell’angelo.

 

Nel 1995, in seguito ad un’operazione chirurgica, che mancò di mal finire, ho fatto una strana esperienza, un po’ tipo NDE.

Negli anni 2020, mi sono accorta che quando stavo sotto la doccia, mi si schiarivano le idee o mi venivano le parole che mi mancavano per uno scritto o immagini da disegnare…

Per scherzo, ho pensato che lo Spirito Santo, che mi ispirava, soggiornava nel boiler…

Però, quando ho scoperto il libro “Enquête sur l’existence des anges gardiens – des êtres invisibles veillent sur nous” di Pierre Jovanovic, mi sono detto che no, probabilmente non era lo Spirito Santo bensì il mio angelo custode…

Da allora ho un buon rapporto col mio angelo custode, gli parlo e lui mi risponde… Che sia poi un angelo o il mio subconscio o la mia immaginazione…

Sembrerà pazzia, però l’importante è che funzioni.

Pierre Jovanovic è un giornalista specializzato in economia, che ha fatto un’esperienza scioccante, il ché l’ha spinto a chiedersi come mai era scampato “per miracolo” alla morte. Egli ha indagato sui fenomeni di NDE cioè esperienza di quasi-morte e ha scritto il libro che tradotto in italiano si chiama: “Inchiesta sull’esistenza degli angeli custodi”.

La morte di Claudio, di quasi 50 anni fa, rimane una tragedia e ogni volta che se ne riparla, vengono riattivati i ricordi. Cosi è successo anche col libro di Monica Malfatti ed ultimamente l’articolo di Tristan Kennedi che mi ha addirittura spinta a provare di spiegare l’ipotesi della dinamica dell’incidente.

Ogni volta sono ritorni strazianti al passato.

Ora, qualche tempo fa, in un momento di esasperazione mi sono rivolta al mio angelo custode dicendo “Ma tu, di tutta questa faccenda, cosa ne dici?”

Risposta: “Il tuo compito è stato di aiutare Claudio a traghettare da questa vita verso l’altro mondo…”

Cioè chiudere il suo percorso/cerchio in questa vita, ad esempio essendo presente con lui per il ventesimo della Comici alla Cima Grande, è stato la chiusura di un suo cerchio. Di, un’ultima volta, fare il giro dei suoi amici e delle montagne che amava. Di raccogliere i suoi ricordi e redigere la sua biografia, di provare di capire chi era stato e perché, anche attraverso le parole delle canzoni di Johnny Hallyday…

Difatti quando ho incontrato Claudio ero in una situazione personale e familiare difficile e ho pensato che Claudio sarebbe stato una soluzione nella mia vita, ma invece ero io ad essere uno strumento nella sua vita…

Questa spiegazione da parte del mio angelo custode porta serenità, dopo 50 anni di dubbi…

 

Anna Lauwaert 18.XII.25

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